SOCIAL NETWORK: leggere attentamente le istruzioni

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Vento di Cambiamento

Negli ultimi venti anni si è assistiti ad una evoluzione molto importante che ha investito trasversalmente tutti gli aspetti della società nella quale viviamo, il web. Dare una definizione di cosa sia il web risulterebbe addirittura obsoleto considerando che, oramai, utilizziamo internet ed i servizi che mette a disposizione per svolgere azioni e mansioni di tutti i giorni come: lavorare, acquistare beni di consumo, svagare, comunicare, condividere, progettare vacanze e la lista potrebbe continuare a dismisura. Si è passati dal cosiddetto web 1.0, con cui ogni persona aveva la possibilità di proporre sé stessa e la

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sua attività, al web 2.0, che ha trasformato i consumatori in consumATTORI, arrivando infine ai social network che hanno stravolto le cose, mettendo ogni utente al centro dei propri interessi e della propria rete di conoscenze, con la possibilità di collaborare, comunicare e condividere ogni tipo di contenuto, consentendo ad ognuno di noi di migrare online (almeno) una delle maschere che indossiamo tutti i giorni.

Quello che ne è scaturito, l’impatto di questo cambiamento nella società è ampio, anzi vastissimo ed è oggetto di disparati studi interdisciplinari. In questo articolo prendiamo in considerazione principalmente i social network cercando di dare una visione, spesso più nascosta, di alcuni di quelli che sono gli aspetti più delicati, gli alert che bisogna tenere in considerazione quando ci si espone sulla piazza dei social.

Gradi di Separazione e Social Network

Di certo non ci si sbaglia quando si afferma che i social rappresentano un’incredibile opportunità per tutti, basti pensare alla loro diffusione, ormai planetaria ed alla teoria dei gradi di separazione. Di cosa tratta la teoria dei gradi di separazione? Attraverso alcuni esperimenti semiotici e sociologici, si è misurato che prima dell’avvento dei social network ogni persona poteva essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari. Nel 2001 Duncan Watts, professore della Columbia University usò un messaggio e-mail come

“pacchetto” che doveva essere consegnato da 48.000 differenti persone, residenti in 157 Stati diversi, nei confronti di 19 “obiettivi”. Dall’analisi dei dati Watts riscontrò che il numero medio di intermediari era effettivamente sei. Nel 2006 due ricercatori di Microsoft, sfruttando i log delle conversazioni attraverso MSN Messenger, ricavarono che fra due utenti del programma vi sono in media 6,6 gradi di separazione. Oggi con i social network il grado di separazione medio è stato stimato, dall’università degli studi di Milano, a 4,74, dove il 92% delle coppie è separato da non più di 4 gradi.

Quindi diffusione capillare e possibilità di raggiungere chiunque con teoricamente “pochi passi” rappresentano indubbiamente la rivoluzione più grande di questo paradigma.

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Ma non è tutto oro quel che luccica, così come in tutte le cose, da grandi poteri derivano grandi responsabilità e l’uso non corretto e superficiale di ogni strumento può creare più danni che benefici. Gli aspetti delicati sono molteplici: cyberbullismo, disinformazione, privacy, sexting ecc. ma per i nostri scopi ci concentriamo su quelli che vengono definiti i paradossi dei social network.

Primo Paradosso dei Social Network

Da una parte i social network sono uno strumento molto potente con cui ognuno può descrivere e modellare la propria identità sociale. Dall’altra i social network sono uno strumento con cui gli “amici” possono facilmente influenzare e modificare il modo in cui gli altri percepiscono la propria identità sociale.

Un esempio di questo fenomeno è quello del tagging. I social moderni attualmente consentono la gestione e la moderazione dei tag, ma se non ce ne si accorge o non s’interviene tempestivamente una propria foto, dove ad esempio si sta bevendo una bottiglia di un super alcolico a canna, potrebbe modificare la percezione che gli altri hanno di noi, trasformandoci da bravi ragazzi in alcolisti.

Secondo Paradosso dei Social Network

Il secondo paradosso forse è di più difficile intuizione, ma influisce al pari e rispetto al primo è definito dalle proprie azioni. Spesso quando ci troviamo davanti ad un social, dietro lo schermo di un dispositivo ci sentiamo più disinibiti nell’inserirci in una conversazione, nel lasciare un commento o nel pubblicare sul proprio profilo un contenuto senza soffermarsi troppo sulle implicazioni di ruolo. Mi spiego meglio. La differenza con la vita reale è che i social, non distinguono tra legami forti (amici veri) e legami deboli (conoscenti), consentendoci di gestire con sforzo limitato i legami deboli per facilitare l’allargamento della rete sociale. Nella vita reale però i legami deboli sono gestiti da ruoli, io sono di volta in volta: un dipendente tra i dipendenti della

mia azienda, il papà di mia figlia tra i genitori dei suoi amici, un tifoso tra i tifosi della mia squadra ecc. Ognuno di questi ruoli porta con se delle regole da seguire per essere sicuri di star assumendo il giusto comportamento, ma nell’ambito social si assume contemporaneamente tutti i ruoli: dipendente, papà, tifoso ecc. Per questo un nostro commento o contenuto, decontestualizzato e senza la separazione dei ruoli potrebbe mettere a repentaglio la propria reputazione.

Terzo Paradosso dei Social Network

Se è vero che nei social network posso facilmente cambiare la mia identità virtuale è anche vero che, seguendo le tracce lasciate dalle diverse identità virtuali, è più facile per altri ricostruire la nostra identità reale. È infatti, possibile seguire le tracce delle diverse identità per utilizzarle a scopi

Pollicino

professionali, ad esempio, per valutare un candidato in un colloquio di lavoro, o fraudolenti, per assumere la personalità di un altro. In molti casi, basta inserire nome e cognome in un motore di ricerca o in un social network per scoprire i gusti di una persona, le sue relazioni, le sue attività. In pratica, l’inserimento dei propri dati, dei propri commenti, delle proprie foto in un social network costruisce una memoria storica della propria attività e personalità che non scompare anche quando il soggetto interessato lo vorrebbe. Molte di queste informazioni, infatti, rimangono disponibili online anche dopo parecchi anni.

Che dire infine? I social network rappresentano una delle rivoluzioni più proficue del nuovo millennio o un ulteriore strumento dal quale stare attenti per non rimanerne schiacciati? I social non sono né buoni né cattivi, è il loro utilizzo che ne determina la bontà e come in ogni cosa l’uso intelligente e produttivo può renderli la nostra migliore arma contro un mondo veloce ed in accelerazione, mentre il cattivo uso e l’abuso possono renderli il nostro peggiore incubo.

SOCIAL NETWORK: leggere attentamente le istruzioni ultima modifica: 2017-08-08T09:35:35+00:00 da Alberto Filastò
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