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I principi del design e la teoria della Gestalt.

“L’insieme è più della somma delle parti.”

 

Come percepisce e interpreta la nostra mente i prodotti della comunicazione.

Prima di parlare di design, comunicazione e forme di marketing, definiamo al meglio (o cerchiamo di farlo) il termine della percezione. La percezione è un processo dal quale riconosciamo, organizziamo e attribuiamo un significato alle sensazione che derivano dagli stimoli ambientali e visivi,  padre di una delle teorie più influenti della storia della percezione è la Gestalt.

Negli anni ‘ 20 nasce il movimento berlinese della Gestalt (o psicologia della forma) che cerca di capire secondo quali processi la mente umana riesce a unificare singoli elementi come forme, caratteri, colori e interpretarli come un unico messaggio.

In che modo il nostro lavoro influenza la percezione del nostro target?

Come viene percepito e interpretato il design?

Come reagisce la nostra mente?

Quello che la Gestalt cerca di dirci è che la percezione non avviene attraverso sensazioni ma è un processo regolato da leggi innate in un sistema di significati più complessi presenti nel nostro sistema nervoso dividendo la percezione in due fasi importanti:

  1. analisi della forma;
  2. elaborazione cognitiva.

Attraverso quali meccanismi la mente percepisce unitariamente elementi che in realtà sono separati tra loro? Alcuni principi definiscono e dividono al meglio le due fasi della Gestalt.

Semplicità.

La nostra mente tende a percepire le cose nella loro forma più semplice. Singoli elementi percepiti singolarmente non hanno alcun significato, eppure la nostra mente unificandoli nel modo più semplice, le consegna una forma, un significato.

Figura / Sfondo.

 

È uno dei principi più affascinanti della comunicazione. Esso spiega come alcuni elementi nella comunicazione visiva vengono percepiti in primo piano e altri come sfondo in secondo piano quando in realtà sono sulla stessa asse. Questo principio cammina a pari passo con altri due: il principio di Area e quello di Conversità. Il primo è il principio di come la mente percepisce l’oggetto più piccolo della composizione come in primo piano e l’oggetto più grande come sfondo, il secondo è la percezione degli elementi convessi associati alla figura e quelli concavi allo sfondo.

 

Vicinanza.

Il principio che si trova alla base della crenatura del testo, cioè le lettere più vicine non vengono percepite come singoli elementi ma come un’unica parola, quindi più elementi vicini tra loro vengono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo.

Uguaglianza.

Esso è il principio che si trova alla base della gerarchia del layout, un’impaginazione perfetta permette di distinguere quali sono i titoli, sottotitoli, didascalie e testi. Gli elementi con caratteristiche comuni e quindi forme, colori, peso, vengono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo.

Destino Comune.

È il principio per il quale la mente percepisce come unico gruppo tutti gli elementi che sembrano muoversi nella stessa direzione. Esso cammina a pari passo con il principio di prossimità (vicinanza tra gli elementi) e quello di somiglianza (stesso colore, peso, dimensione e aspetto).

Simmetria.

Composizioni pur composte da due elementi separati e diversi come una mezza ruota e un mezzo tombino, disposti in modo simmetrico, vengono percepiti dalla nostra mente come un unico cerchio senza alcun problema.

Parallelismo.

Un po’ come nel caso del principio di destino comune, la mente legge elementi uniti tra loro con la stessa inclinazione, la stessa disposizione pur avendo stili, colori, forme e aspetti diversi.

  

Continuità.

La percezione avviene in modo più rapido ed efficace quando le linee sono continue, senza interruzioni formando una composizione unica, costringendo la nostra mente a seguire quella linea continua visibile e a volte non, per completare la composizione.

Forma chiusa.

Questo è, a mio avviso, uno dei concetti più affascinanti sviluppati dalla teoria della gestalt. Viene affermato, infatti, che l’occhio umano tende a completare (e quindi a “chiudere”) gli spazi vuoti e quelli rimasti aperti, soprattutto quando le linee vanno a tratteggiare o abbozzare forme a noi familiari. In un contesto grafico, riuscire a far intuire determinate forme può risultare essenziale nel veicolare il destinatario verso il messaggio che si vuole comunicare.

  

Connessione.

Pensate alle infografiche: frecce, linee ed elementi grafici permettono di unire elementi diversi e farne percepire il collegamento. Gli elementi connessi tra loro vengono percepiti come unico gruppo, una singola linea può dare unità e continuità e coesione visiva anche ad elementi separati tra loro.

 

La Gestalt in base alle sue leggi e ai suoi principi, motiva tutte le caratteristiche che definiscono il loro mantra ” l’insieme è più della somma delle parti “. La teoria della Gestalt è molto importante per far recepire in modo semplice ed immediato il messaggio che si vuole comunicare. Presi singolarmente alcuni elementi sono privi di significato mentre uniti e raggruppati formano un insieme funzionale.

In conclusione, nulla va lasciato al caso. Ogni elemento disposto in una determinata posizione, inclinazione, aspetto, forma, colore e stile, deve essere pianificato e studiato per dare il giusto valore comunicato al nostro progetto.

La psicologia dei colori nel marketing

Ma davvero i colori influenzano le nostre azioni sul web? E in che modo?

 

Uno degli aspetti più interessanti nel marketing e allo stesso tempo controversi  è la psicologia dei colori e la loro relazione con la persuasione.
Abitualmente, e senza farci caso, veniamo attirati e ammaliati da siti web, loghi che presentano grafiche  accattivanti, con colori più o meno accesi, che ci portano alla fase di acquisto di un prodotto o ci inducono a compiere una determinata azione.

Vi siete mai chiesti il perché?

La scienza ci insegna che il colore non è altro che un’elaborazione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello. La percezione visiva è quindi creata a tutti gli effetti dal nostro cervello e come tale è capace di provocare risposte emotive ed atteggiamenti psicologici diversi.

Sin dagli albori studiosi, artisti, psicologi si sono dedicati allo studio dell’influenza dei colori sull’uomo.

Giusto per citarne qualcuno, Vasilij Kandiskij pittore russo, nelle sue opere espone le sue teorie sull’uso del colore intravedendo un nesso tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale, affermando che l’anima e l’arte si influenzano a vicenda.

 

Alcuni Cerchi” dipinto olio su tela (140,3×140,7) – Vasilij Kandinskij

Il colore può avere due possibili effetti sullo spettatore: un “effetto fisico”, superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro; un “effetto psichico” dovuto alla vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l’anima.

 

Cosa sostiene la psicologia del colore?

Il colore è una sensazione che viene recepita dal cervello e che ha effetti sul nostro organismo e soprattutto sul nostro atteggiamento psicologico.

La nostra tavolozza cromatica personale dipende dal modo in cui percepiamo i colori esterni e da quali concetti emozionali gli associamo inconsciamente, sia sulla base del nostro vissuto personale, sia sulla base del contesto culturale in cui viviamo che ci influenza più o meno direttamente.

 

I poteri dei colori nel marketing.

Appurato che le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione,  la scelta del colore è importante in quanto è in grado di influire sull’attrazione dell’utente verso il nostro sito che a sua volta lo induce a compiere una determinata azione.

In fase di progettazione di un sito web è indiscussa la possibilità di indirizzare, attraverso l’uso di elementi visivi, la volontà di comportamento, azione o acquisto, del cliente verso un certo prodotto o altro.

Un’alta percentuale di consumatori dichiara che il colore, che cattura la loro attenzione,  è l’elemento principale che veicola il primo acquisto.

 

Qual è il colore adatto per il nostro sito web?

In fase di progettazione del sito web e del web design la scelta dei colori da utilizzare diventa una fase delicata, perché nell’80% dei casi il colore sarà il primo elemento che catturerà l’attenzione dell’utente e  trasmetterà l’identità del brand.

La relazione reale fra l’uso di colori e la percezione dei clienti sulla personalità del brand esiste.  Ma è importante che i colori scelti rispecchino e supportino la personalità del brand.

A tal proposito una lettura molto interessante e di spunto, per professionisti e non, è “ Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web” di Andrea Saletti, incentrato sulla psicologia, stimoli sensoriali,  meccanismi cognitivi e processi decisionali che influiscono notevolmente nella comunicazione e nel marketing. Insomma un libro sulla comunicazione, ma non nel senso convenzionale del termine.

È proprio in merito alla scelta del colore per il sito web che l’autore elenca  le caratteristiche principali dei singoli colori e i consigli in chiave comunicativa.

Giusto per elencarne qualcuno:

 

Rosso

E’ un colore eccitante e stimolante. Evoca sentimenti di passione, potenza, in alcuni casi rabbia. Utilizzato come sfondo di messaggi di avviso e pericolo, ma può anche suggerire forza, determinazione, audacia.

Tonalità di rosso più calde come il color mattone o l’amaranto sono profondi e confortanti, ottimi se utilizzati in contesti di design che vogliono esprimere qualità come stabilità, compattezza, solidità di struttura.

Arancione

L’arancione è un colore più equilibrato ma allo stesso tempo accogliente e invitante, ideale per i design che necessitano di movimento e vivacità. Colore ideale se con il tuo sito vuoi trasmettere una percezione di creatività.

Giallo

Il giallo è il colore più vitale in assoluto. È il colore, allegro, luminoso, intenso.  Risulta perfetto per i siti web progettati per i bambini perché in grado di calamitare la loro attenzione ed eccitare i loro sensi.

A seconda delle tonalità, però può evocare associazioni emotive più complesse. La carta invecchiata  o le pergamene sono ingiallite dal tempo, per questo le versioni più opache risultano ottime se utilizzate in siti web che vogliono comunicare autorità, arte, saggezza e intelligenza.

Blu

Il blu è la rappresentazione in termini di colore dei concetti di etica, affidabilità e sicurezza. È il colore del cielo, dell’infinito, oltre a trasmettere sensazioni di calma e pace ha un legame diretto con il pensiero spirituale. La maggior parte dei siti aziendali e di business utilizzano il blu scuro per richiamare alla memoria la loro esperienza, il loro successo, la loro affidabilità. Gli azzurri sono perfetti per progetti in cui enfatizzare il rapporto informale e di amicizia con l’utente, non a caso molti social media ne fanno uso.

 

E il tuo sito di che colore è… ?

Se stai pensando di realizzare il tuo sito web non sottovalutare questo aspetto, perché i colori  possono influenzare lo stato d’animo e la percezione del tuo sito da parte degli utenti che lo visitano.

 

Fonti: “Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web” A.Saletti.

Social: Misinformation ed Effetto Cassa di Risonanza

L’avvento dei social ha rimescolato un pò le carte in gioco nella vita quotidiana di ognuno, agendo in modo indiscutibile sugli usi e costumi della gente, cambiando il modo di relazionarsi l’uno con l’altro e di informarsi. Se nel 2011 l’80,9% degli italiani prediligeva il tg come principale mezzo d’informazione, oggi questo valore ha subito un drastico calo attestandosi al 63% in favore di Facebook che sale al 35,5% (dati Censis).

 

“Indiniamoci” con la Misinformation

In questo scenario tra disinformazione, bufale, contro-bufale e mezze verità romanzate si comprende bene il ruolo fondamentale che ognuno di noi riveste, come membro di una rete sociale, con il proprio senso critico. E bisogna munirsi di senso critico, mantenendolo sempre sveglio ed arzillo evitando d’impigrirlo altrimenti si rischia di rimanere incastrati, come una mosca nel miele, nella misinformation.

Così come afferma Il dottor Walter Quattrociocchi a capo del laboratorio di Sociologia Computazionale dell’Imt di Lucca, la misinformation non è la bufala di per se, ma l’uso strumentale dell’informazione che supporta una visione personalizzata del mondo. “Quando le persone cooperano per conseguire questa visione finiscono per acquisire altre informazioni strumentali.” In sostanza anche se una notizia contiene evidenti castronerie, se è coerente con l’idea che ci si è fatti, la si condivide.

Purtroppo è evidente che stiamo perdendo la battaglia con il nostro senso critico tanto da spingere i principali social network a munirsi di strumenti anti-bufale per arginare la misinformation. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, in particolare ha deciso di adottare queste soluzioni spinto dai risultati elettorali che hanno portato all’elezione di Trump negli Stati Uniti, rendendosi forse conto che la sua creazione non è solo un transito per le notizie ma una vera e propria media company. La questione si fa ancora più delicata se consideriamo il fenomeno che viene definito di filter bubble o cassa di risonanza.

 

Sotto Cassa (di Risonanza)

Quando si naviga su internet, se si fa caso, i contenuti che vengono forniti sono filtrati da algoritmi in base alla propria navigazione abituale ed i propri gusti, proponendo prodotti che probabilmente desideriamo o viaggi che probabilmente vorremmo fare. Questo meccanismo, molto utile per quando si deve scegliere cosa comprare o dove andare durante il prossimo viaggio, è utilizzato anche dai social che al contrario degli esempi fatti prima, “filtrano” notizie, opinioni, idee.

C’è quindi il rischio concreto di restare prigionieri di una bolla confortevole nella quale si trovano solo fonti di informazione ideologicamente affini con l’utente e idee con le quali si è già d’accordo, correndo il pericolo di tagliare fuori dalla propria visione altri punti di vista, dati e fatti di altre cerchie, fomentando la sua radicalizzazione.

Se un’informazione è coerente con i “miei gusti” mi affeziono alle fonti che la confermano, mi circondo di persone che la pensano come me e tutti insieme allegramente condividiamo materiale che incorpora lo stesso pensiero.

Prendiamo come esempio il solito Facebook, che qualche anno fa assegnò a due dei suoi ricercatori, Eytan Bakshy e Solomon Messing, il compito di analizzare il comportamento di 10 milioni di utenti che hanno dichiarato esplicitamente le proprie simpatie in ambito politico. Per farla breve, i risultati ottenuti secondo Bakshy e Messing attestano che Facebook non guida o alimenta l’effetto cassa di risonanza, ma asseconda le libere scelte degli utenti consentendogli di fare agevolmente quello che farebbero in maniera autonoma, ovvero ricercare informazioni che confermano il loro punto di vista. Grazie Facebook sempre preziosissimo – se non fosse per il fatto che la ricerca è stata condotta considerando soltanto utenti con una visione del mondo abbastanza chiara da essere segnalata pubblicamente, che sa con chiarezza su cosa cliccare, al contrario per esempio di chi è alla ricerca di informazioni per farsi un’idea su chi votare alle prossime elezioni.

L’algoritmo si nutre e prospera a contatto con utenti incerti, non con quelli che hanno le idee chiare” come afferma il professor Christian Sandvig nel suo studio dal nome “Non è colpa nostra” in cui definisce lo studio “un modo elegante per mettersi al riparo da critiche”.

 

A parte tutto bisogna usare un pò di intelletto, rendersi conto che argomenti complessi necessitano di valutazioni esponenzialmente più complesse. Non si possono trarre conclusioni del tipo “è vero” o “è falso”, “è bianco” o “è nero”, ma possono esserci infinite sfumature di grigio.

SOCIAL NETWORK: leggere attentamente le istruzioni

Vento di Cambiamento

Negli ultimi venti anni si è assistiti ad una evoluzione molto importante che ha investito trasversalmente tutti gli aspetti della società nella quale viviamo, il web. Dare una definizione di cosa sia il web risulterebbe addirittura obsoleto considerando che, oramai, utilizziamo internet ed i servizi che mette a disposizione per svolgere azioni e mansioni di tutti i giorni come: lavorare, acquistare beni di consumo, svagare, comunicare, condividere, progettare vacanze e la lista potrebbe continuare a dismisura. Si è passati dal cosiddetto web 1.0, con cui ogni persona aveva la possibilità di proporre sé stessa e la

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sua attività, al web 2.0, che ha trasformato i consumatori in consumATTORI, arrivando infine ai social network che hanno stravolto le cose, mettendo ogni utente al centro dei propri interessi e della propria rete di conoscenze, con la possibilità di collaborare, comunicare e condividere ogni tipo di contenuto, consentendo ad ognuno di noi di migrare online (almeno) una delle maschere che indossiamo tutti i giorni.

Quello che ne è scaturito, l’impatto di questo cambiamento nella società è ampio, anzi vastissimo ed è oggetto di disparati studi interdisciplinari. In questo articolo prendiamo in considerazione principalmente i social network cercando di dare una visione, spesso più nascosta, di alcuni di quelli che sono gli aspetti più delicati, gli alert che bisogna tenere in considerazione quando ci si espone sulla piazza dei social.

Gradi di Separazione e Social Network

Di certo non ci si sbaglia quando si afferma che i social rappresentano un’incredibile opportunità per tutti, basti pensare alla loro diffusione, ormai planetaria ed alla teoria dei gradi di separazione. Di cosa tratta la teoria dei gradi di separazione? Attraverso alcuni esperimenti semiotici e sociologici, si è misurato che prima dell’avvento dei social network ogni persona poteva essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari. Nel 2001 Duncan Watts, professore della Columbia University usò un messaggio e-mail come

“pacchetto” che doveva essere consegnato da 48.000 differenti persone, residenti in 157 Stati diversi, nei confronti di 19 “obiettivi”. Dall’analisi dei dati Watts riscontrò che il numero medio di intermediari era effettivamente sei. Nel 2006 due ricercatori di Microsoft, sfruttando i log delle conversazioni attraverso MSN Messenger, ricavarono che fra due utenti del programma vi sono in media 6,6 gradi di separazione. Oggi con i social network il grado di separazione medio è stato stimato, dall’università degli studi di Milano, a 4,74, dove il 92% delle coppie è separato da non più di 4 gradi.

Quindi diffusione capillare e possibilità di raggiungere chiunque con teoricamente “pochi passi” rappresentano indubbiamente la rivoluzione più grande di questo paradigma.

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Ma non è tutto oro quel che luccica, così come in tutte le cose, da grandi poteri derivano grandi responsabilità e l’uso non corretto e superficiale di ogni strumento può creare più danni che benefici. Gli aspetti delicati sono molteplici: cyberbullismo, disinformazione, privacy, sexting ecc. ma per i nostri scopi ci concentriamo su quelli che vengono definiti i paradossi dei social network.

Primo Paradosso dei Social Network

Da una parte i social network sono uno strumento molto potente con cui ognuno può descrivere e modellare la propria identità sociale. Dall’altra i social network sono uno strumento con cui gli “amici” possono facilmente influenzare e modificare il modo in cui gli altri percepiscono la propria identità sociale.

Un esempio di questo fenomeno è quello del tagging. I social moderni attualmente consentono la gestione e la moderazione dei tag, ma se non ce ne si accorge o non s’interviene tempestivamente una propria foto, dove ad esempio si sta bevendo una bottiglia di un super alcolico a canna, potrebbe modificare la percezione che gli altri hanno di noi, trasformandoci da bravi ragazzi in alcolisti.

Secondo Paradosso dei Social Network

Il secondo paradosso forse è di più difficile intuizione, ma influisce al pari e rispetto al primo è definito dalle proprie azioni. Spesso quando ci troviamo davanti ad un social, dietro lo schermo di un dispositivo ci sentiamo più disinibiti nell’inserirci in una conversazione, nel lasciare un commento o nel pubblicare sul proprio profilo un contenuto senza soffermarsi troppo sulle implicazioni di ruolo. Mi spiego meglio. La differenza con la vita reale è che i social, non distinguono tra legami forti (amici veri) e legami deboli (conoscenti), consentendoci di gestire con sforzo limitato i legami deboli per facilitare l’allargamento della rete sociale. Nella vita reale però i legami deboli sono gestiti da ruoli, io sono di volta in volta: un dipendente tra i dipendenti della

mia azienda, il papà di mia figlia tra i genitori dei suoi amici, un tifoso tra i tifosi della mia squadra ecc. Ognuno di questi ruoli porta con se delle regole da seguire per essere sicuri di star assumendo il giusto comportamento, ma nell’ambito social si assume contemporaneamente tutti i ruoli: dipendente, papà, tifoso ecc. Per questo un nostro commento o contenuto, decontestualizzato e senza la separazione dei ruoli potrebbe mettere a repentaglio la propria reputazione.

Terzo Paradosso dei Social Network

Se è vero che nei social network posso facilmente cambiare la mia identità virtuale è anche vero che, seguendo le tracce lasciate dalle diverse identità virtuali, è più facile per altri ricostruire la nostra identità reale. È infatti, possibile seguire le tracce delle diverse identità per utilizzarle a scopi

Pollicino

professionali, ad esempio, per valutare un candidato in un colloquio di lavoro, o fraudolenti, per assumere la personalità di un altro. In molti casi, basta inserire nome e cognome in un motore di ricerca o in un social network per scoprire i gusti di una persona, le sue relazioni, le sue attività. In pratica, l’inserimento dei propri dati, dei propri commenti, delle proprie foto in un social network costruisce una memoria storica della propria attività e personalità che non scompare anche quando il soggetto interessato lo vorrebbe. Molte di queste informazioni, infatti, rimangono disponibili online anche dopo parecchi anni.

Che dire infine? I social network rappresentano una delle rivoluzioni più proficue del nuovo millennio o un ulteriore strumento dal quale stare attenti per non rimanerne schiacciati? I social non sono né buoni né cattivi, è il loro utilizzo che ne determina la bontà e come in ogni cosa l’uso intelligente e produttivo può renderli la nostra migliore arma contro un mondo veloce ed in accelerazione, mentre il cattivo uso e l’abuso possono renderli il nostro peggiore incubo.

I principi fondamentali del graphic design

I sei principi della grafica per un prodotto vincente!

Quella del graphic design è una delle professioni più in voga negli ultimi anni. Che sia chiaro, non si diventa graphic designer da un giorno all’altro, oltre ad una buona dote creativa, ci vogliono anni di studi, ricerche e cultura sul mondo della creatività, fatta di basi e di principi fondamentali, un pò come studiare i nomi, i pronomi, i numeri, la pronuncia e la grammatica di una qualsiasi lingua. La creatività non ha regole da seguire, non ha schemi, non ha misure precise ma ha delle linee guida, ha delle basi fondamentali da conoscere, senza le quali sarà impossibile creare un qualcosa che FUNZIONI, perché in questo mondo fantastico che è la creatività, il prodotto vincente non è quello che piace o non piace, ma quello che FUNZIONA!!!
Mi piace iniziare con una citazione trovata sul web, che identifica l’essenza del graphic designer (e non del grafico), anzi se proprio volete utilizzare la definizione adatta, allora iniziate a chiamarci CREATIVI:
“Quando commissionate un lavoro ad un creativo, non chiedete soltanto il vostro lavoro.
Chiedete la sua intera vita. Perché un vero creativo è stato influenzato, plasmato, trasformato da quello che ha letto, visto e vissuto. Anni di film, videogiochi, fumetti, libri, serie tv, pubblicità, viaggi all’estero, esperienze, corsi e workshop.
Quei cinque minuti sono il prodotto inconfondibile di quella persona e della sua esperienza, perché solo quella persona potrà offrirvi quei cinque minuti.
Quella vita, quelle esperienze hanno un loro peso, perché rendono quel creativo diverso da tutti gli altri.
 
Quindi, state avendo qualcosa di unico.”

 

• Principio n.1: la base di tutto è la tipografia

 

La tipografia è una delle basi fondamentali della grafica, lo studio e la conoscenza dei font sono le primissime cose da imparare per iniziare al meglio la vita da creativo. Basta semplicemente vedere l’uso dei font che ne fa un designer per conoscerne la sua qualità.
Si possono creare interi progetti utilizzando esclusivamente caratteri tipografici e giocando fra loro, avendo naturalmente un’ampia conoscenza sul funzionamento del kerning, tracking, x-height e tante altre cose:
Fondamentale è anche la capacità di saper scegliere e abbinare i font.

• Principio n.2: la base di partenza (non obblighi) la griglia

Non parliamo di gabbie, non parliamo di costrizioni, non parliamo di obblighi senza la quale non possiamo creare il nostro progetto, ma parliamo del punto di partenza di ogni progetto di design, esso non imprigiona la creatività ma da la possibilità di partire e spaziare nei vari meandri della percezione.

 

• Principio n.3: lo spazio bianco

A volte, il più delle volte purtroppo, non viene considerato lo spazio bianco, anzi esso viene visto come sfondo piuttosto che come un elemento attivo del progetto. Gli spazi bianchi percepiti “vuoti” in realtà aiutano a stabilire l’equilibrio, aiutano a collegare concettualmente i vari elementi e ne aumenta la leggibilità e la funzionalità di un progetto.

Basta pensare ai vari brand vincenti che hanno fondato la loro funzionalità sullo spazio bianco, uno fra tutti:

  • Fedex Express, la e e la x uniti da una freccia propensa verso il futuro
 
Carrefour utilizza lo ”spazio vuoto” per creare la lettera C
Imparare a gestire gli spazi vuoti e sfruttarne le funzionalità di essi, migliorano e aiutano a creare design di qualità.

 

• Principio n.4: le caratteristiche degli elementi visivi

L’occhio umano percepisce l’importanza degli elementi in base alla loro dimensione e alla loro posizione, creando una gerarchia e una gestione degli elementi visivi di fondamentale importanza. Esso avviene anche nei libri o nei siti web, ancora una volta anche dalla tipografia in questo caso si può imparare molto. Anche all’interno di un progetto di design, facendo un buon uso delle dimensioni degli elementi visivi più importanti, riusciamo a far percepire quali elementi sono fondamentali, un pò come in un sito di shop online:

• Principio n.5: oltre il resto, ci sono i colori che raccontano

 Insieme alla scelta dei font, il colore svolge un ruolo fondamentale, un buon font e un buon colore fanno la differenza. La percezione visiva e sensitiva nella creatività è tutto, basta pensare all’arte, alcuni geni hanno fatto capolavori utilizzando esclusivamente il colore, basta pensare a Pollock, Van Gogh…
Come detto in precedenza, dopo una buona conoscenza della tipografia bisogna scegliere una paletta colori adatta al progetto creativo, in modo da garantirne il funzionamento di esso. Anche per essi abbiamo alcuni punti chiave da seguire:
• conoscere il target, studiarlo e adattare il colore in base alle proprie esperienze, alla propria situazione emotiva e percettiva e alle dinamiche culturali;
• fissarsi degli obiettivi, identificare le funzionalità che deve avere quel preciso colore, porsi le giuste domande per rispondere in modo chiaro e cercare di trasmettere i giusti significati e le giuste emozioni;
• la semplicità, il consiglio è quello di scegliere al massimo tre colori (un colore di sfondo, un colore primario e un colore che faccia risaltare alcuni elementi) , che siano diverse tonalità o gradienti questo dipende dal progetto creativo e dal gusto soggettivo del designer.

 

• Principio n.6: il design, è vincente se funziona

“Il design non può essere considerato soltanto estetica e significato, deve essere un insieme di tutto ciò, deve soddisfare i bisogni estetici, rispettare le leggi della forma e le esigenze dello spazio bidimensionale, deve parlare usando la semiotica, il sans-serif, deve evocare la simmetria di Vitruvio, la simmetria dinamica di Hambridge, l’ossimetria di Mondrian, una buona Gestalt ma deve risultare utile, deve collaborare come strumento al servizio della comunicazione”. Paul Rand
 
Purtroppo non abbiamo linee guida o strumenti per creare un design vincente, esso arriva dopo anni di studi, di conoscenze, di approfondimenti, dopo anni di errori e di scelte sbagliate. Bisogna tenere a mente sempre il buon gusto dell’estetica e la giusta conoscenza dei principi fondamentali del graphic design.
 
Un consiglio che mi sento di darvi è quello di studiare, di non smettere mai di farlo e di mettere all’opere la conoscenza e l’approfondimento e…
dopo aver finito di studiare continuate a studiare.

Seo Off-site: Costruire la Link building per il tuo nuovo sito web

Se hai messo online il tuo nuovo sito, ti starai chiedendo: Cosa devo fare per dargli visibilità e posizionarlo nella SERP?

Se hai sistemato la meccanica del sito,  secondo le attività di SEO on-site, ovvero attraverso l’ottimizzazione del codice HTML, l’ottimizzazione dei contenuti e l’ottimizzazione delle immagini, lo step successivo è la SEO off-site: attività di link building; costruzione dell’authority e della reputazione online.

Cos’è?

Per SEO off-site intendiamo una serie di attività volte allo sviluppo della link popularity che ci consentono di “seminare” il  web con i link alle pagine del nostro sito. Questi link vengono definiti  “backlinks o link di ritorno” e sono tutti i link inseriti nelle :

  • Directory;
  • Article marketing;
  • Comunicati stampa;
  • Social network;
  • Corporate blog.

 

Cosa fare?

Pianificare un efficace” link building strategy” ci aiuterà a portare i link al nostro sito.

La link popularity è una misura dell’affidabilità dei contenuti del sito che si basa sulla qualità e quantità dei link che puntano alla nostra pagina.

Una adeguata strategia di link popularity consente ai motori di ricerca di valutare l’autorevolezza e la credibilità della nostra fonte/pagina permettendoci di raggiungere le prime posizioni della SERP.

Quindi dobbiamo occuparci del content curationcostruzione del brand applicando un approccio strategico  orientato ad obiettivi specifici.

Non ci dimentichiamo dei motori di ricerca! Loro considerano due importanti elementi:

  • la pertinenza della tematica trattata dal sito di provenienza del link rispetto a quella del sito di destinazione;
  • L’anchor text del link (il testo che compone il link), che deve essere pertinente alla destinazione.

 

Quali sono gli elementi che determinano il valore di un link?

Il valore di un link può essere determinato secondo  3 elementi:

Fonte

  • Attendibilità generale;
  • Attendibilità nel contesto dell’argomento.

Link

  • Posizionamento;
  • Ottimizzazione della pagina che lo ospita;
  • Ottimizzazione del link.

Pagina

  • Relazione con l’argomento del link;
  • Relazione con l’argomento della fonte

 

Quale pagina del sito linkare?

In base all’obiettivo andremo a linkare una pagina piuttosto che un’altra:

  • Home page se l’obiettivo è far beneficiare il sito dell’attività di link building;
  • Una pagina interna specifica per migliorare il posizionamento .

 

Come fare per ottenere link in entrata?

 

Diverse sono le tecniche utilizzate per ottenere i link:  scrivere un articolo, un comunicato stampa o creare un video, che generano benefici nel lungo periodo oltre che a portare link naturali, i più “amati” da Google  o tecniche più immediate che portano velocemente link e page authority al nostro sito web.

Ricorda sempre che il “Content is King” quindi il primo investimento da fare è nella  produzione di contenuti di qualità, in grado di generare valore aggiunto e  in grado di dare risposte  ai bisogni dell’utente.

Senza entrare nel dettaglio, ecco alcune tecniche per fare link buiding:

  • Inviare i link ad altri siti ed autori;
  • Rilasciare testimonianze sui prodotti o servizi acquistati;
  • Ottenere dei “link earning” ovvero “link naturali“( i più gettonati nel 2017);
  • Realizzare Applicazioni e Strumenti per i Webmaster;
  • Creazione dei profili social network (Facebook; Instagram; Twitter; Linkedin; ecc.);
  • Condivisione sui Social network.

 

Adesso prova a pianificare una strategia di link building e per iniziare utilizza una delle tecniche elencate per generare i link di ritorno.

Il Blog della Creatività vi augura buon link building a tutti, e se ritenete le informazioni utili, grazie per uno share.

 

I vantaggi della digitalizzazione per la tua impresa

Perché creare un sito web per il tuo business.

La digitalizzazione è il processo che comunemente, oggi, si riferisce al passaggio dall’analogico al digitale e che consente di passare da organizzazioni chiuse a imprese aperte agli ecosistemi in cui si opera.

Digitalizzare la tua attività aziendale significa riprogettare e gestire in modo integrato i processi interni ed esterni liberando la tua creatività e creando vantaggi competitivi per il : business; clienti; fornitori e competitor.

Se la tua azienda non raggiunge gli obiettivi che hai prefissato o se vuoi raggiungere nuovi clienti e far conoscere la tua azienda, la prima cosa da fare è:  Creare il sito web per il tuo business!

Professionalità, eccellenza, affidabilità e innovazione sono i valori che ogni azienda deve comunicare, al proprio target di riferimento, attraverso un sito moderno e professionale.

 

Quali sono i vantaggi ad avere un sito web?

  • Visibilità immediata sul  web.

Essere sul web è importante. Se il nostro obiettivo è ampliare il raggio d’azione e farci trovare, a qualsiasi ora e latitudine, la presenza del sito web può portare solo effetti positivi. Inoltre utilizzando una grafica impattante, con foto, video e animazioni puoi realizzare una” user experience “ad alto coinvolgimento.

Un’azienda senza sito verrà etichettata come non aggiornata e vecchia.

  • Comunicare i valori della tua azienda.

Il sito web è il mezzo di comunicazione per eccellenza che ti consente di interagire in modo immediato con i tuoi interlocutori “clienti” e comunicare affidabilità e professionalità.

 

  • Incrementare le vendite di prodotti e servizi.

Attraverso la creazione di un sito webe-commerce“, puoi aumentare i volumi di vendita dei tuoi prodotti e servizi, su mercati nazionali e internazionali. Sfrutta le caratteristiche di internet: vendite H24; quantità illimitata e sicurezza dei metodi di pagamento.

 

  • Raggiungere nuove nicchie di mercato.

La presenza sul web ti consente di ampliare il tuo business, di raggiungere nicchie di mercato, di instaurare nuove partnership e di rafforzare la tua “Brand Identity“.

 

  • Aggiornamenti in tempo reale.

In ogni momento e in ogni luogo hai la possibilità di aggiornare il sito web, da qualsiasi computer, attraverso un pannello di controllo che ti consente di modificare e aggiornare i contenuti direttamente dal front-end.

 

Per restare al passo con i tempi e soddisfare al meglio le aspettative dei tuoi clienti  realizza il sito web per la tua azienda e con pochi click sarai raggiungibile  da milioni di persone sia a livello nazionale che internazionale.

 

 

I siti che non ti aspetti realizzati con WordPress

WordPress, il CMS (Content Management System) più conosciuto e utilizzato al mondo (presente sul 27,7% dei siti al mondo, tra cui anche questo!), è noto per la sua semplicità d’uso e per la accessibilità, anche a chi non ha profonde competenze tecniche.

Queste caratteristiche, unite alla gratuità del prodotto, fanno sì che WordPress sia utilizzato su una grandissima quantità di siti amatoriali o di medio piccole dimensioni, e che, a causa di questa diffusione e della predisposizione del progetto all’Open Source sia impensabile vederne l’impiego su siti di grandi aziende e di grandi dimensioni.

A smentire questo mito ci pensa questa nostra lista di siti appartenenti a grandi, grandissimi, brand, che sono stati sviluppati con il sistema dalla famosa “W” blu.

News


New York Times

Da dove iniziare se non da uno dei più importanti quotidiani al mondo?

Sito del New York Times

CNN

Il famosissimo network di notizie americano ha costruito i suoi blog interni con WordPress.

Politici e Istituzionali


Partito Democratico – PD

Il partito di governo in Italia ha effettuato un restyling del vecchio sito utilizzando proprio WordPress.

Sito del PD

Sweden.se

Il portale turistico della nazione scandinava ha un look fresco e intuitivo, per certi versi è da considerare come quello più “sorprendente” in questa nostra lista.

Grandi Brand


PlayStation

Il blog della console di casa Sony, raccoglie notizie e recensioni sulle ultime uscite nel mondo videoludico.

Mercedes.me

Il colosso automobilistico tedesco ha un sito elegante e intuitivo che raccoglie tutto lo showcase e le ultime news della casa dalla stella a tre punte.

Sito della Mercedes

Mondo dello Sport


Chicago Bulls

La squadra di basket di Chicago, nota per Michael Jordan dominatrice degli anni 90, con ben 6 titoli vinti, ha un blog con le ultime notizie interamente realizzato con WP.

Sito dei Chicago Bulls

Usain Bolt

L’uomo più veloce del mondo, detentore di diversi record e di 8 medaglie d’oro olimpiche ha un sito che lo rispecchia in pieno: agile, scattante e stravagante al punto giusto.

Come abbiamo visto da questa carrellata di nomi illustri, WordPress è davvero uno strumento versatile (quasi indispensabile) per chi ha qualcosa da dire sul web, dal più piccolo dei blogger fino al quotidiano più importante e influente del mondo intero.

Come creare un blog per entrare nella blogosfera

I primi passi per creare e avviare un blog e raccontare la tua passione.

Dubbi? Tendenze? Tecnologia?

Sono le domande più frequenti  che ci poniamo nella quotidianità, sul tram, nella pausa caffè o dal parrucchiere. Le risposte arrivano, veloci e dettagliate,  dalla blogosfera che pullula di weblog aggiornati e visitati.

Se hai deciso di entrare a far parte della blogosfera e parlare della tua passione ma non sai come fare…ecco i primi passi da seguire.

Ma partiamo dal principio.

  • Cos’è il blog ?

Il Blog è uno strumento di comunicazione che si pone a metà tra la capacità di contenere ampi contenuti di un sito web e la capacità di sintesi dei social network, Facebook o Twitter.

E’ veloce e facile da realizzare e da mantenere aggiornato. Il blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano , periodicamente, contenuti multimediali – “post“-  in forma anti-cronologica (dal più recente al meno recente), creando un luogo di incontro e di scambio di opinioni e idee.

  •  Dove nasce?

Il” Blog” è un fenomeno che ha preso piede in America,  nel 1997, grazie ad un commerciante, Jorn Barger, appassionato di caccia, che decise di aprire una pagina personale RobotWisdom per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby, coniando la parola “weblog” abbreviato” blog”.

Nel 2001 arriva in Italia e nascono i primi servizi gratuiti dedicati alla gestione dei siti.

Inizia una nuova fase dove i blog vengono identificati come i “rivoluzionari” dal punto di vista della comunicazione e dei rapporti sociali.

Ma torniamo a noi.

Per dimostrare al mondo chi siamo, di cosa ci occupiamo, quali sono le nostre competenze o la profondità del nostro pensiero attraverso il blog, ecco cosa  fare:

 

1- Scegliere la piattaforma

E’ il primo passo da fare. Esistono piattaforme Open Source o Proprietarie. Il tuo blog può essere ospitato su piattaforme come WordPress, Tumblr, Blogger, Typepad o su servizi in hosting.

La scelta di piattaforme gratuite che ospiteranno il tuo blog , assegneranno un URL come www.sito.worpress.com, che potrai personalizzare con l’acquisto del dominio.

 

2- Scegliere il tipo di Blog

Nell’attuale blogosfera ne esistono diversi tipi differenti per contenuto e impostazioni di funzionamento e di lettura.

Le tipologie più diffuse sono:

  • Blog personale;
  • Corporate Blog;
  • Video e Audio blog;
  • Altri tipi ( blog politico; blog directory, ecc.).

 

3- Preparare il Blog

I passi principali per la configurazione generale sono:

  • Individuare un nome, breve e parlante, per il blog e per il dominio;
  • Scegliere il template, layout e i temi grafici;
  • Definire e classificare le categorie dei post e la struttura del ;
  • Installare i plugin e i tools di analisi e monitoraggio del blog.

 

4- Inserire gli elementi essenziali

Le pagine che non devono assolutamente mancare:

  • About me;
  • Contatti;
  • Archivio, mappe del sito/blog;
  • Policy privacy e termini di servizio, FAQ.
  • Pulsanti” Social”;

 

5- Scegliere, pianificare e gestire i contenuti

Completata la parte di SETUP del Blog, devi concentrarti sulla scrittura e le tecniche di pubblicazione. Per un blog di successo è fondamentale:

  • Scrivere contenuti unici, semplici, diretti e utili;
  • Leggere nuove notizie sull’aggregatore di FeedRss;
  • Leggere e ricercare informazioni in rete, simili o dello stesso settore;
  • Scegliere la tipologia di post ( recensioni, interviste, informativo, motivazionali, case study);
  • Utilizzare immagini e video che attirano l’attenzione;

 

Obiettivo finale?

Spingere il lettore a leggere il tuo articolo e soddisfare il suo bisogno di informazione.

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