I 10 Peggiori Casi di Rebranding

rebranding logo

Con il termine “rebranding” si indica genericamente l’intento di mutare la percezione dell’utente/cliente rispetto a un brand specifico, dando al marchio un nuovo posizionamento strategico di mercato. Tale attività coinvolge tutte le leve del marketing ma, più frequentemente, fa riferimento esclusivo al restyling del logo.

L’identità visiva di marca è uno degli aspetti più importanti dell’immagine aziendale ed è, pertanto, fondamentale rimanere al passo con i tempi rispetto allo stile comunicativo, alle linee grafiche e agli accostamenti cromatici che incontrano il gusto, sempre mutevole, del pubblico di riferimento.

L’efficacia comunicativa del logo richiede la conservazione di un equilibrio molto delicato implicando la capacità di rinnovarsi senza scostarsi troppo dall’identità originaria

L’obiettivo prioritario dell’attività è rappresentato da dal risvegliare l’interesse delle persone verso un prodotto maturo, che si presenta sul mercato sempre nello stesso modo da diverso tempo.

Ti aspetterai che un’attività così strategica venga svolta sempre in modo impeccabile, soprattutto dai grandi gruppo più importanti. Invece non è proprio così…

Abbiamo raccolto per te alcuni degli epic fail più famosi nell’ambito di rebranding di un logo.

Airbnb

L’azienda ha lavorato al restyling del suo logo nel corso del 2014 suscitando molte critiche tra gli addetti ai lavori. La perplessità generale per il lavoro è legata soprattutto al fatto che la revisione abbia richiesto oltre un anno di lavoro da parte di uno staff di decine di persone per produrre un risultato complessivamente discutibile.

 rebranding logo airbnb

 

Mastercard

Un altro caso molto discusso è il logo Mastercard. L’azienda fallì completamente l’obiettivo di rivedere il logo migliorandone l’efficacia comunicativa andando contro la logica di semplificazione del design: furono aggiunte ombre, sfumature e trasparenze che resero più difficoltosa la leggibilità e la riproducibilità del logo. La nuova versione fu presto ritirata in favore della versione originaria.

rebranding logo mastercard

Pizza Hut

Il tentativo di rebranding intrapreso da Pizza Hut nel 2009 prevedeva non solo la modifica del logo, ma anche la revisione del naming in “The Hut”. Esperimento abortito dopo qualche settimana in favore della prima versione del logo.

rebranding logo pizza hut

Gap

Il premio per il restyling logo più veloce della storia spetta sicuramente a Gap: solo 6 giorni di durata. L’origine del fallimento è legata alla spersonalizzazione del logo attraverso l’eliminazione del tipico font in favore di un banalissimo Helvetica e lo spostamento dell’equilibro a destra.

rebranding logo gap

 

Pepsi

Ultimo celebre caso di restyling logo non perfettamente riuscito è quello che coinvolge una delle bibite più famose negli Stati Uniti e nel mondo. Ciò che più ha colpito è senza dubbio il prezzo pagato da Pepsi per il lavoro (ben un milione di dollari), assolutamente non giustificabile in relazione al risultato che poco si discosta dalla versione originaria.

rebranding logo pepsi

Grazie a questi esempi il messaggio è chiaro: ha senso procedere nel perseguimento di una politica di rebranding solo con le idee chiare a la giusta dose di competenze.

Il fallimento è dietro l’angolo…

I 10 Peggiori Casi di Rebranding ultima modifica: 2017-02-16T15:30:14+00:00 da Luca Scaccianoce
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